Per poter apprezzare al meglio “Automagic”, dovrete spegnere la luce, sdraiarvi sul vostro letto e immergervi nel suo sound dotato di notevole forza evocativa che sarà in grado di farvi fantasticare ad occhi aperti (“undercover”), vi sospenderà in aria ( la stupenda e magica “amazing thing”) o fluttuare in ibernazione in acque buie e gelide (“Sunday session 1.0”). La splendida voce di Gudridur è accompagnata da quella di Ragnar Kjartansson dei Trabant nella dolcissima “Shine” e da Birgir Hilmarsson degli Ampop nella cupa, triste, soffocata “outline”. La copertina del cd dice tutto di questo dischetto ...paesaggi islandesi desolati o lande aliene sconosciute (?).
