La "rivoluzione islandese" - un po' di report dal web

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La "rivoluzione islandese" - un po' di report dal web

Messaggioda Andy » sab dic 24, 2011 1:06 am

QUESTO POST INIZIALE DEL THREAD SARA' AGGIORNATO APPENA TROVO ALTRI LINK - POTETE AGGIUNGERNE ALTRI LINK IN CODA E COMMENTARE


IL CAMBIAMENTO - La rivincita dell'Islanda: non c'è benessere senza partecipazione
http://www.ilcambiamento.it/lontano_riflettori/rivincita_islanda_benessere_partecipazione.html

LETTERATURA.COM - Lezioni di stile dall’Islanda (ovvero, quando la crisi non fa paura) + Video
http://lettenatura.com/tag/crisi-islandese/

INFORMARE PER RESISTERE - Islanda un paese che vuole punire i banchieri responsabili della crisi
http://www.informarexresistere.fr/2011/06/23/islanda-un-paese-che-vuole-punire-i-banchieri-responsabili-della-crisi/#axzz1hRNxSCLH

COME DON CHISCIOTTE - COSTITUZIONE ISLANDESE: STIAMO PARLANDO DI UNA RIVOLUZIONE?
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9312
http://www.comedonchisciotte.org/site//modules.php?name=News&file=article&sid=9566
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Re: La "rivoluzione islandese" - un po' di report dal web

Messaggioda Andy » sab dic 24, 2011 1:07 am

http://d.repubblica.it/argomenti/2011/1 ... ia-709388/

Ricopio questo articolo significativo su Repubblica, pochi giorni fa (18 dicembre)

In Islanda governano i cittadini

L’esecutivo Siguroardottir rappresenta la politica che funziona. “Se non ci fosse stata una grossa spinta della cittadinanza il Governo avrebbe fatto delle scelte diverse”. Andrea Pipino di Internazionale spiega a D.it il vero segreto del modello islandese di Giovanni Molaschi

“Se non ci fosse stata una grossa spinta della cittadinanza il Governo islandese avrebbe fatto delle scelte diverse”. Andrea Pipino è un giornalista che segue per Internazionale l’attualità europea. “La linea dell’esecutivo, rispetto alla crisi, è cambiata. Fino al 2009 la politica locale voleva superare la crisi e aderire alla moneta unica. Oggi l’Euro non è più una priorità”.
L’Islanda ha decido di non accollarsi il fallimento della finanza privata. “Il Governo islandese votò una legge per restituire a Gran Bretagna e Olanda i soldi che i rispettivi esecutivi stanziarono per onorare il debito che le banche fallite di Reykjavik maturarono con i correntisti inglesi e olandesi. Questa proposta prevedeva una diluizione del debito. In quindici anni l’Islanda avrebbe sottratto dai propri fondi pubblici i soldi per pagare la Gran Bretagna e l’Olanda. Il presidente della Repubblica non controfirmò questa proposta. La decisione, secondo lui, spettava ai cittadini. Nel marzo 2010, attraverso un referendum, gli islandesi bocciano la proposta del Governo che cerca una nuova soluzione con gli stati europei pronti a sopperire il fallimento altrui. Anche questo accordo è stato sottoposto a referendum. Nell’aprile 2011 i cittadini confermano il giudizio espresso l’anno precedente”. Il doppio voto ha risollevato l’economia del paese. “Il Pil dell’Islanda era un decimo del debito pubblico, detenuto per l’80% dalle banche”.
Johanna Siguroardottir Gli islandesi hanno cambiato l’economia e la politica del paese. La nuova costituzione è stata redatta con la collaborazione dei cittadini. “Questo tipo di progetti è praticabile solo in paesi molto piccoli. In Islanda vivono 313mila persone. Lo stesso numero di cittadini è concentrato in un quartiere di Roma o di Milano. Il consiglio costituzionale, composto da 24 rappresentanti di tutte le fasce della società, ha vagliato i quattromila commenti e le 350 proposte che la popolazione locale gli ha inoltrato attraverso internet. La vecchia costituzione, redatta nel ’44, era una copia di quella norvegese”. Fino al 1940 l’Islanda era legata alla Norvegia e alla Danimarca. Dopo l’attacco di Hitler alla corona danese l’isola del Nord non dovette più rispondere al governo centrale che fino a quel momento l’aveva amministrata.

L’interazione forte che in Islanda esiste tra la popolazione e l’esecutivo ha ridotto la potenziale notorietà di Jóhanna Sigurðardóttir. Il premier in carica è la prima donna omosessuale ad essere eletta in un paese democratico. Dopo aver aperto il matrimonio alle coppie gay ha sposato la compagna Jonina Leosdottir. Le due erano unite civilmente dal 2002. All’epoca il primo ministro era all’opposizione. “Per gli islandesi l’omosessualità di Siguroardottir è una questione secondaria. Il suo incarico non è dipeso dalla crisi. Prima di entrare in politica ha fatto l’hostess e la sindacalista con le linee aeree locali”.
“In Islanda non esistono gli stesi stigmi sociali come in altri paesi. Le donne diventano madri a vent’anni. Accudiscono da sole i figli, forti del funzionamento eccezionale dei servizi sociali. E l’intera comunità partecipa alla crescita dei bambini”.
(18 dicembre 2011)
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Re: La "rivoluzione islandese" - un po' di report dal web

Messaggioda Fljotavik » mer gen 04, 2012 1:00 pm

Basta ho deciso, mi trasferisco. Jonsi, Bjork... arrivoooooooooooooooooooooo
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Re: La "rivoluzione islandese" - un po' di report dal web

Messaggioda Fljotavik » mer gen 04, 2012 1:13 pm

Non è una notizia recente ma anche questo fa capire come funziona la società islandese:

Immagine

Bjork consegna la petizione per fermare la vendita di HS Orka

La cantante e attivista ambientale ha raccolto oltre 40 mila firme per chiedere un referendum che garantisca all’Islanda che le proprie risorse energetiche restino di proprietà pubblica

(Rinnovabili.it) – Non è la prima volta che voci famose si prestano a sostenere cause ambientaliste. E non è la prima volta per Bjork, ecologista militante e da sempre protagonista di nette prese di posizione. La cantante e produttrice islandese ha presentato ieri una petizione al primo ministro dell’Islanda, per protestare contro la vendita di una società di energia geotermica. Il contratto in questione è quello riportante la cessione dell’islandese HS Orka alla società canadese Magma Energy Corp, approvato lo scorso anno da un comitato di controllo parlamentare nonostante la forte opposizione dell’opinione pubblica. La consegna della petizione, avvenuta rigorosamente su pendrive e non su carta per essere fedeli allo spirito eco-friendly, arriva al termine di una maratona di karaoke di tre giorni durante la quale Bjork ha raccolto 47mila firme; un numero decisamente imponente che se rapportato al totale della popolazione, 309 mila abitanti circa, non può che evidenziare l’indirizzo dell’opinione pubblica. “Per cento anni delle brave persone hanno protetto le nostre risorse naturali e difeso l’interesse pubblico. La vendita delle risorse naturali è iniziata e ora è il momento di fermare questo triste sviluppo”, ha dichiarato la cantante ai giornalisti la cantante ribadendo la necessita che venga consentito agli islandesi di decidere attraverso un referendum se l’accesso alle risorse naturali del paese debba essere o meno privatizzata.
Nonostante Sigurdardottir si sia mostrato aperto al dialogo con i manifestanti e si sia detto felice di ricevere la petizione, Magma ha tenuto a far sapere che “le operazioni sono state riviste più volte e sono state giudicate giuridicamente vincolanti e adeguate”.
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Re: La "rivoluzione islandese" - un po' di report dal web

Messaggioda Fljotavik » mer gen 04, 2012 1:27 pm

Questa la foto per intero. non capisco perchè postandola come immagine mi taglia la Bjorka? Andy aiuto?

http://14142.net/bjork/weekpics/2011/we ... week17.jpg
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Re: La "rivoluzione islandese" - un po' di report dal web

Messaggioda devila » mer gen 04, 2012 1:34 pm

leggere questi due articoli mi ha fatto fare delle riflessioni che in realtà mi hanno portato un pochino lontano dall'argomento in questione, ma volevo comunque metterle per iscritto e sapere cosa ne pensate....

dunque leggendo quanto riportato da voialtri ho provato più o meno 2 sentimenti: il primo di ammirazione per un popolo dal quale sono sempre più incuriosito e del quale vorrei davvero conoscere qualcosa in più, gli islandesi...il secondo di vergogna per un popolo che conosco fin troppo bene e dal quale rimango sempre più deluso di giorno in giorno, gli italiani (e comunque in generale le persone "occidentalizzate", tutti quelli che stanno mandando in rovina il nostro bel pianeta per intenderci).

Allora la domanda che mi pongo è...ma perchè loro (gli islandesi) si e noi no??? e mi vengono in mente due risposte..la prima è il fattore culturale...io parlo da ignorante perchè non conosco la loro cultura e la loro società, ma non ci vuole molto per notare questa netta differenza tra la nostra e la loro...la seconda è il fatto che siano così pochi, ed è innegabile che questo sia un grande vantaggio..l'idea che 40.000 firme rappresentino più del 10% di un intera nazione è qualcosa di grandioso,e penso che una situazione del genere non può che portarti a ragionare in maniera diversa...innanzitutto c'è una consapevolezza di poter fare davvero qualcosa, in maniera diretta, per cambiare le cose...cosa che in italia non c'è assolutamente, da noi regna il pessimismo più assoluto, il "ma tanto le cose vanno così e non potrò mai cambiarle", di cui anchio purtroppo faccio parte...e allora qual'è la soluzione migliore per noi???che non saremo mai in 300.000 e non avremo mai una mentalità del genere????ci dobbiamo cercare un'isoletta da qualche parte???? se trovate soluzioni migliori, fatemele sapere :)

(ah non so perchè ho scritto tutto questo, probabilmente solo per sfuggire al mio dovere di studente :D :D )

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Re: La "rivoluzione islandese" - un po' di report dal web

Messaggioda Untitled3 » ven gen 13, 2012 1:58 pm

interessante articolo
intervista esclusiva all’ex ministro dell’Economia islandese Árni Páll Árnason

http://www.blitzquotidiano.it/economia/ ... i-1076016/

originale in inglese
http://www.gustavopiga.it/2012/iceland- ... -minister/

http://www.youtube.com/watch?v=IrDkPyOl ... re=related


Fljotavik ha scritto:Questa la foto per intero. non capisco perchè postandola come immagine mi taglia la Bjorka? Andy aiuto?

ehehehe si capiva ugualmente solo dalla mano :)
"I Sigur Rós? dei Vangelis per tardoliceali." (cit)

Quelli dei Sigur Rós non sono concerti, sono esperienze ultrasensoriali mistiche.
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