http://d.repubblica.it/argomenti/2011/1 ... ia-709388/Ricopio questo articolo significativo su Repubblica, pochi giorni fa (18 dicembre)
In Islanda governano i cittadini
L’esecutivo Siguroardottir rappresenta la politica che funziona. “Se non ci fosse stata una grossa spinta della cittadinanza il Governo avrebbe fatto delle scelte diverse”. Andrea Pipino di Internazionale spiega a D.it il vero segreto del modello islandese di Giovanni Molaschi
“Se non ci fosse stata una grossa spinta della cittadinanza il Governo islandese avrebbe fatto delle scelte diverse”. Andrea Pipino è un giornalista che segue per Internazionale l’attualità europea. “La linea dell’esecutivo, rispetto alla crisi, è cambiata. Fino al 2009 la politica locale voleva superare la crisi e aderire alla moneta unica. Oggi l’Euro non è più una priorità”.
L’Islanda ha decido di non accollarsi il fallimento della finanza privata. “Il Governo islandese votò una legge per restituire a Gran Bretagna e Olanda i soldi che i rispettivi esecutivi stanziarono per onorare il debito che le banche fallite di Reykjavik maturarono con i correntisti inglesi e olandesi. Questa proposta prevedeva una diluizione del debito. In quindici anni l’Islanda avrebbe sottratto dai propri fondi pubblici i soldi per pagare la Gran Bretagna e l’Olanda. Il presidente della Repubblica non controfirmò questa proposta. La decisione, secondo lui, spettava ai cittadini. Nel marzo 2010, attraverso un referendum, gli islandesi bocciano la proposta del Governo che cerca una nuova soluzione con gli stati europei pronti a sopperire il fallimento altrui. Anche questo accordo è stato sottoposto a referendum. Nell’aprile 2011 i cittadini confermano il giudizio espresso l’anno precedente”. Il doppio voto ha risollevato l’economia del paese. “Il Pil dell’Islanda era un decimo del debito pubblico, detenuto per l’80% dalle banche”.
Johanna Siguroardottir Gli islandesi hanno cambiato l’economia e la politica del paese. La nuova costituzione è stata redatta con la collaborazione dei cittadini. “Questo tipo di progetti è praticabile solo in paesi molto piccoli. In Islanda vivono 313mila persone. Lo stesso numero di cittadini è concentrato in un quartiere di Roma o di Milano. Il consiglio costituzionale, composto da 24 rappresentanti di tutte le fasce della società, ha vagliato i quattromila commenti e le 350 proposte che la popolazione locale gli ha inoltrato attraverso internet. La vecchia costituzione, redatta nel ’44, era una copia di quella norvegese”. Fino al 1940 l’Islanda era legata alla Norvegia e alla Danimarca. Dopo l’attacco di Hitler alla corona danese l’isola del Nord non dovette più rispondere al governo centrale che fino a quel momento l’aveva amministrata.
L’interazione forte che in Islanda esiste tra la popolazione e l’esecutivo ha ridotto la potenziale notorietà di Jóhanna Sigurðardóttir. Il premier in carica è la prima donna omosessuale ad essere eletta in un paese democratico. Dopo aver aperto il matrimonio alle coppie gay ha sposato la compagna Jonina Leosdottir. Le due erano unite civilmente dal 2002. All’epoca il primo ministro era all’opposizione. “Per gli islandesi l’omosessualità di Siguroardottir è una questione secondaria. Il suo incarico non è dipeso dalla crisi. Prima di entrare in politica ha fatto l’hostess e la sindacalista con le linee aeree locali”.
“In Islanda non esistono gli stesi stigmi sociali come in altri paesi. Le donne diventano madri a vent’anni. Accudiscono da sole i figli, forti del funzionamento eccezionale dei servizi sociali. E l’intera comunità partecipa alla crescita dei bambini”.
(18 dicembre 2011)